18+
Ladro di Cuori 2: Il violino d’oro

Бесплатный фрагмент - Ladro di Cuori 2: Il violino d’oro

Объем: 38 бумажных стр.

Формат: epub, fb2, pdfRead, mobi

Подробнее

Capitolo 1: Le onde di Malaga

Alessio, adesso conosciuto come Marcos Sierra era in piedi sul balcone della loro casa bianca, osservando le onde turchesi del Mar Mediterraneo. Il sole cominciava appena a sorgere, tingendo il cielo di sfumature arancioni e lavanda. Dietro di lui, si sentiva la risata di Laura, cioè Claudia: stava preparando la colazione, canticchiando qualcosa in spagnolo. “Come se il passato non esistesse”, pensò, stringendo tra le mani un vecchio giornale con il titolo: “Capolavoro di Botticelli scomparso: Interpol cerca i sospettati”.

Claudia gli si avvicinò, avvolgendogli le spalle con le braccia. Le sue dita sfiorarono il giornale.

— Sei di nuovo preoccupato? — chiese a bassa voce. — Qui siamo persone diverse, Marcos. Nessuno ci troverà.

Lui annuì, ma nei suoi occhi balenò un’ombra. “E se ci trovassero?”

Quella sera, passeggiando lungo la passeggiata marittima, notarono un uomo in completo nero. Stava fotografando i turisti, ma il suo sguardo si posava troppo spesso su di loro.

— Non voltarti — sussurrò Claudia, stringendo la mano di Marcos. — Cammina più in fretta.

Svoltarono in un vicolo stretto, dove il profumo del gelsomino si mescolava alla brezza salmastra. Ma l’uomo li seguì.

— Señor Sierra? — risuonò alle loro spalle una voce con un leggero accento italiano.

Il cuore di Marcos si fermò. Si girò, pronto al peggio, ma invece di una minaccia vide un sorriso.

— Mi chiamo Enrico — si presentò lo sconosciuto, estraendo un biglietto da visita con il logo della galleria “Arte del Sole”. — Ho sentito che vi occupate di… acquisizioni rare. Ho una proposta che potrebbe interessarvi.

Claudia aggrottò le sopracciglia:

— Non ci occupiamo più di queste cose.

— Davvero? — Enrico sogghignò, tirando fuori dalla tasca una foto. Il proprietario è disposto a pagare dei buoni soldi per il suo… trasporto.

Marcos sentì l’adrenalina pulsare di nuovo nelle vene. Guardò Claudia. Nei suoi occhi leggeva la stessa domanda: “Vale la pena rischiare per una libertà che potrebbe svanire da un momento all’altro?”

Capitolo 2: Il Violino d’Oro

Enrico si avvicinò ad Alessio e Laura e abbassò la voce:

— C’è un oggetto molto prezioso qui a Málaga. Un violino d’oro del Settecento. Appartiene a Don Salvatore, un capo della mafia siciliana. Vive in una villa sulla collina, vicino al mare.

Laura scosse la testa:

— No, è troppo pericoloso. Don Salvatore è un uomo crudele.

— Ma il violino vale due milioni di euro — insisté Enrico. — Con quei soldi, potreste vivere liberi per sempre.

Alessio guardò Laura. Vedeva la paura nei suoi occhi, ma anche la curiosità.

— Chi è Don Salvatore? Perché vive a Málaga? — chiese Alessio.

Enrico sorrise:

— È un uomo potente. La polizia italiana lo cerca, ma qui è al sicuro. Ha molti amici importanti. Ama la musica e il violino è il suo tesoro più grande.

Laura era divisa. Da un lato, voleva una vita tranquilla. Dall’altro, i soldi potevano dare loro una nuova identità lontano da Málaga.

— Dobbiamo pensarci — disse alla fine.

Enrico annuì:

— Bene. Vi aspetto domani al bar La Luna. Portate la vostra risposta.

I due tornarono a casa in silenzio. La notte era calda e piena di stelle.

Capitolo 3: La Decisione

La sera era calda e silenziosa quando Alessio e Laura si ritrovarono sul piccolo balcone del loro appartamento. Una bottiglia di vino Classico toscano, rubacchiata qualche giorno prima da una cantina di Firenze, stappata tra loro due. Il vino rosso rubino scintillava nei bicchieri, catturando i riflessi delle luci della città.

Laura si appoggiò alla ringhiera, il vento leggero che le accarezzava i capelli. Alessio la osservò per un momento, ammirando il profilo delicato del suo viso illuminato dalla luna.

— Non possiamo fidarci di Enrico — disse lei, ruotando lentamente il bicchiere tra le dita. — E Don Salvatore è pericoloso.

Alessio si avvicinò, sfiorandole la schiena con una mano. — Lo so — rispose, la voce più bassa del solito. — Ma due milioni di euro ci cambierebbero la vita. Potremmo andare in America, ricominciare davvero.

Laura abbassò lo sguardo. Il vino le tingeva le labbra di un rosso intenso. — E se ci scoprono?

Alessio le prese la mano, sentendo il calore della sua pelle contro la sua. — Siamo bravi a quello che facciamo — sussurrò, avvicinandosi ancora. — Ma stavolta sarà diverso. Faremo un piano perfetto.

Laura lo guardò negli occhi, cercando ogni traccia di incertezza. Non ne trovò. Con un sospiro, sorrise appena e annuì. — Va bene. Accetto. Ma solo se saremo più attenti che mai.

Alessio le sorrise, poi sollevò il bicchiere. — Alla nostra fuga.

Laura lo imitò, i loro bicchieri si incontrarono con un ting delicato. Bevvero un sorso, il vino asciutto e fruttato che scendeva caldo in gola. Poi, senza dire una parola, Alessio le accarezzò la guancia e la baciò.

Un bacio lento, dolce, che sapeva di vino e promesse. Laura rispose al bacio, le dita che si intrecciarono nei suoi capelli. Per un momento, il pericolo, Enrico, Don Salvatore… tutto svanì.

Ma nell’ombra del vicolo sottostante, una figura immobile osservava la scena. Un bagliore di un obiettivo fotografico, un clic quasi impercettibile. Poi, silenzio.

La luna, alta nel cielo, continuava a brillare. La loro notte di pace stava per finire.

Capitolo 4: Il Bar La Luna

Alessio e Laura entrarono nel Bar La Luna, un locale buio e affumicato dove l’odore di vino e birra stantia si mescolava alle risate squillanti degli ubriachi. I tavoli di legno consumato erano pieni di bicchieri sporchi, e alle pareti c’erano poster sbiaditi di toreri e flamenco. Un uomo anziano russava in un angolo, la testa appoggiata sul bancone, mentre un jukebox gracchiava una vecchia canzone popolare.

Enrico li aspettava in fondo alla sala, seduto a un tavolo con due bicchieri di vino già ordinati. Fece loro un cenno con la mano.

— Allora, avete deciso? — chiese, sorseggiando il suo drink.

Alessio annuì. — Sì, ma vogliamo sapere come funziona. Tu cosa fai esattamente?

Enrico sorrise. — Io mi occupo della logistica. Informazioni, mappe, orari delle guardie. Tutto quello che vi serve per entrare e uscire senza problemi.

Laura incrociò le braccia. — E quanto prendi?

— Quarantacinque per me, cinquantacinque per voi — rispose Enrico, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Alessio sbatté il pugno sul tavolo, facendo sobbalzare i bicchieri. — No. Settanta per noi, trenta per te. O niente.

Enrico lo fissò per un lungo momento, poi scoppiò a ridere. — Sei un ragazzo intelligente, Alessio. Va bene, settanta a voi. Ma solo perché mi piaci.

Laura annuì, soddisfatta, ma Alessio era ancora diffidente. — Allora, com’è la situazione con Don Salvatore?

Enrico si schiarì la voce. — Don Salvatore non è un uomo qualsiasi. Qui a Málaga controlla il mercato delle armi illecite, ma è anche un grande filantropo. Fa donazioni agli ospedali, aiuta i poveri. Per questo la gente lo rispetta e lo protegge. Non sarà facile avvicinarlo.

— Allora come facciamo? — chiese Laura.

— Lui ha una debolezza — continuò Enrico. — La musica classica. Soprattutto il violino.

18+

Книга предназначена
для читателей старше 18 лет

Бесплатный фрагмент закончился.

Купите книгу, чтобы продолжить чтение.